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Ville Rustiche e Strade Romane

falciano del massicoLungo le pendici del Massico ed attraverso le pianure dell’Ager Falernus permangono preziose testimonianze del fiorente periodo di dominazione romana: numerose sono le ville rustiche, le fornaci per la produzione di contenitori anforici, le strade accessorie (che procedevano lungo gli itinerari della ben nota Via Appia antica ed avevano come sbocco finale i porti di Sinuessa, Minturnae o Formiae) e altre rovine a testimonianza di un glorioso passato.

Le VILLE RUSTICHE fiorirono soprattutto in epoca imperiale, quando la ricca aristocrazia romfalciano del massico2ana investiva i suoi beni trasferendoli nelle zone agricole più produttive (e quindi anche più redditizie) come l’ager Falernus. Era inoltre questa una zona attigua alle importanti rotte dei traffici marittimi e terrestri, per mezzo dei quali le merci prodotte potevano essere esportare in tutto il mediterraneo (con ingenti guadagni per i commercianti e gli impresari dell’epoca).
La villa era di solito suddivisa in due sezioni principali: una pars urbana, adibita agli alloggi ed alla vita agiata del proprietario del fondo; una pars rustica, assegnata ai servi ed agli schiavi che lavoravano nei campi. Infatti nella pars rustica era anche compreso il campo in cui venivano coltivati e lavorati in special modo i vitigni e gli uliveti, da cui si ricavava il ben noto VINO FALERNO e l’OLIO di oliva.

falciano del massicoQui si trovavano anche, quindi il frantoio, le stalle per gli animali ed il magazzino per custodire gli strumenti da lavoro. Colui che dirigeva la pars rustica prendeva il nome di villicus. Nella pars urbana invece, dove abitava la famiglia del ricco proprietario del fondo, si trovavano le stesse comodità che tradizionalmente si potevano osservare all’interno di una domus, compreso un complesso di bagni provvisti di piscine ad acqua calda (che simulavano, per mezzo di un caldarium e di una stanza dell’ipocausto , l’effetto delle fonti termali).
A tal riguardo, nei pressi del Monte Massico, in località Castelluccio, può essere ancora osservata parte delle strutture murarie di una villa rustica che cingevano la stanzafalciano del massico dell’ipocausto, in cui sono chiaramente riconoscibili avanzi di pilastrini, finestrella per areazione, tegole mammate, ecc… Ci troviamo distintamente nelle stanze facenti capo alla pars urbana, con alloggi appartenenti alla nobiltà romana.
Mentre se ci spostiamo in località Castellone, ci troviamo di fronte a quella che doveva essere la base per arbores di una pressa a vite, dunque siamo in presenza di un frantoio inglobato nella pars rustica della villa. Qui i ritrovamenti di reperti e monete (datate dal 146 a.C. in poi) dimostrano i precoci contatti commerciali con il mondo mediterraneo, che portarono l’antico territorio di Falciano a divenire, man mano, uno dei più importanti centri industriali dell’impero romano. Esso era falciano del massicoil cuore economico ed imprenditoriale dell’ager Falernus ed attraeva svariati tra i più noti personaggi dell’epoca, che non disdegnavano di trascorrere un soggiorno nella terra d’origine del vino Falerno.


 

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